Play the fucking bass John… Una vera ICONA dei tanto amati anni 80, e non solo. Fondatore di un progetto ambizioso e futuristico insieme a Nicolas James Bates alias Mr. Nick Rhodes, Nigel John Taylor, inizia a suonare la chitarra e per fortuna, di lì a poco abbandona lo strumento per suonare il basso elettrico ….thank you vari stili musicali, dal rock al pop, hard rock e grunge. Inconfondibile soprattutto nelle primissime produzioni dei DD, e stilisticamente raffinato ed incisivo.
Le prime session dell’eccellente Duran Duran (1981), vengono suonate con un Rickenbecker 100 px. Il suono è perfettamente mixato, secco e preciso cosi’ la sessione ritmica, il risultato è eccellente. La promozione del primo lavoro viene affidata al gia’ citato Rickenbacker 100 px, che John imbraccia con grande disinvoltura, malgrado i suoi pochi anni e un'esperienza ancora molto limitata.
La seconda fase stilistica e musicale inizia con le registrazioni di Rio. John questa volta sceglie un compagno di viaggio, che ascolteremo per diversi anni: L’aria pro II b 600 (lo alternera’ con il gemello pro II b 1000). Tutte le Sessioni di Rio verranno interamente lavorate con L’Aria Pro II. Il suono è pastoso e metallico allo stesso tempo,Taylor crea il suo suono. Anche qui il missaggio rende lode a questo musicista, sicuramente non talentuoso, ma estremamente estroso e raffinato. Il tour che segue la promozione del disco è sempre affidato all’Aria,che diventa un vero compagno di viaggio all'altezza della fama conquistata dal bassista. La terza fase del lavoro di John Taylor, continua sempre con la stessa produzione strumentale, ma la realizzazione del super ed elaborato, Stilisticamente e musicalmente, Seven and the ragged tiger,vede ancora protagonista lo stesso basso, è sempre l'Aria Pro II a farla da padrone. I suoni sono più rock e aggressivi, ma si comincia a delineare una grande tecnica:l'uso disinvolto dello Slap, che anche se gia’usato in qualche brano, vedi My own way, non è mai entrato nella tecnica del bassista,che evidentemente ascoltando tanta buona musica,nell'adolescenza,si ritrova ad essere influenzato dalla scena nera americana, soprattutto quella degli Chic. Nella realizzazione del quarto album, viene usato ancora l’Aria pro II, ed Arena si presenta come un grande documento dell'imponente forza che i Duran hanno conquistato.
Il cambiamento arriva con le registrazioni del singolo colonna sonora del film 007 James Bond, un nuovo strumento entra nella produzione targata Taylor, il Kubicky factor. A view to a kill viene incisa proprio con questa nuova creatura. Taylor amera’ molto il suo sound e la scorrevolezza di questo strumento. Ha un suono piu’ snello e sterile ma si presta ai vari generi stilistici a cui John è affezionato. La presenza ritmica, nell’album successivo (notorious) è vitale. La defezione di Roger vede alla batteria un fantastico Stevie Ferrone. Taylor sicuramente rinvigorito da questa nuova presenza in studio, dara’ del suo meglio. IL sound è decisamente funky e il nuovo Kubicky si presta perfettamente anche per la lunga ed estenuante avventura live: lo Strange Behaviour World Tour. L'album successivo è Big thing. John è ancora alle prese con il Kubicky. Non abbandona lo strumento, proprio perchè in questa fase della sua carriera, risulterà perfettamente congeniale con i tempi ed il sound adottato dalla band. La fase di missaggio del disco, penalizza il suono di John, che in fase di missaggio viene oltremodo penalizzato. Fortunatamente il sound realizzato dal vivo è caldo e corposo grazie anche al talentuoso Sterling Campbell,che supporta con grande maestria John. L’utilizzo del Kubicky è confermato anche per l'album successivo: Liberty. La settima fase è una mega produzione, ma il sound risulta confuso e poco riconoscibile ed anche il nostro John fa fatica a riconoscersi in questo lavoro (fatta eccezione per qualche brano).
Arriviamo alle primissime session del futuro The wedding Album, e Taylor sente la necessita’ di affinare il suo suono con altri strumenti.
Utilizza uno stupendo Washburn Acustico (OB 100B), alternandolo ad un altro strumento dal suono secco
e preciso: lo
Steinberger XM-4.
Dal vivo, ascolteremo un nuovo percorso stilistico, e con maestria John si cimentera’ nella sua nuova veste di esecutore intimo ed acustico. La nona fase è Il Cover Album Tank you. Rock e vintage. Il suono è naturalmente potente e musicalmente dirompente.
Taylor diventa un rocker di grande classe ed in Thank you utilizza un
4 corde Gibson e un 5 corde Warwick TB5.
John inizia così a seguire delle line up, che lo portano lontano dal suo sound. La decima fase è Medazzaland, ma del nostro Taylor resta solo un piccolissimo passaggio controverso e sofferto, poichè John decide di abbandonare i Duran Duran nel 1997, per seguire una carriera da solista.. Solo in seguito alla Reunion, del 2002, John ritornerà nella line-up originale della band, riportando il suo sound, quello che ha sempre contraddistinto i Duran Duran. John Taylor è di nuovo in sella e il risultato è tutto in un album che li riporta ai fasti di un tempo: Astronaut. L’aria Pro II ricompare nella produzione e nel sound, insieme ad uno strumento eccezionale che il mitico e scomparso Bernard Edwars (suo mentore e bassista degli Chic)regala a John. Il basso, in questione un
Music Man 5 corde,quello che vedete qui accanto ha suonato Le freak …mitico brano funky disco, del lontano 1979. Il suono di John è di nuovo nitido e riconoscibile, se ne denota lo stile. Un nuovo eccezionale strumento diventa il patner ideale nel lungo viaggio dell’Astronaut World Tour:
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il Peavey Cirrus 5 corde. Il suono ricorda molto il Kubicky Factor, anche stilisticamente. Dal vivo il suono e’ corposo e pastoso. La loro ultima avventura, sia in produzione che per quanto riguarda la parentesi live è Red Carpet Massacre, con l'omonimo World Tour. John alterna il Cirrus 5 corde ad una serie di diavolerie elettroniche (l’amico Rhodes insegna ):
TC Delay Maxon,Flanger Maxon Chorus,Unit Boss,Graphic Boss Touch Wah ProCo,Rat EBS Bass,Eq Digitech Whammy Pedal. In attesa di un nuovo capitolo musicale,speriamo di ascoltare del nuovo interessante materiale, che sia piu’ suonato …vintage …sperimentale…. Insomma un John Taylor che sappia stupirci ancora e che riesca a delineare un nuovo sound degno di una carriera in cui il tratto musicale dei Duran Duran è sempre stato nettamente distinguibile.
M.D'Antoni.




